A Bologna la domanda difficile è dove si mette a Bologna.
Unità esterne, inverter, accumuli, canne di scarico: in una città costruita fitta il problema non è quasi mai la macchina, è trovarle un posto che regga il regolamento condominiale, il decoro dei prospetti e la manutenzione dei prossimi quindici anni.
Bologna ha 391.686 abitanti su un tessuto compatto, a 54 metri di quota, fra Centro, Santo Stefano, Saragozza, Mazzini, Murri, San Donato, Bolognina e Borgo Panigale. Il clima è quello della zona E, con 2.259 gradi giorno, e le macchine capaci di affrontarlo esistono tutte: il lavoro vero, qui, è farle entrare in edifici che non erano stati pensati per ospitarle.
- Regione
- Emilia-Romagna
- Provincia
- BO
- Popolazione
- 391.686
- Zona climatica
- E
- Gradi giorno
- 2.259
- Irradiazione
- 1346 kWh/m²/anno
- Ore di sole
- 2.080 ore/anno
Il sopralluogo bolognese comincia guardando i muri, non il listino
Nelle 12 installazioni chiuse a Bologna negli ultimi dodici mesi la discussione più lunga non ha quasi mai riguardato quale apparecchio comprare. Ha riguardato il cortile interno, la parete su cui appoggiare le staffe, il cavedio in cui far salire le linee, il punto in cui lo scarico della condensa può arrivare senza attraversare la proprietà di qualcun altro. Sono vincoli che non si risolvono con un catalogo migliore.
Per questo al primo appuntamento veniamo con il metro e non con l'offerta. Misuriamo gli spazi disponibili, fotografiamo i prospetti, controlliamo cosa è già stato installato dagli altri condomini — che è il modo più rapido per capire cosa quell'assemblea ha già accettato in passato. Solo dopo scriviamo quali soluzioni sono compatibili con quell'edificio, e quali vanno escluse subito per non far perdere tempo a nessuno.
Pompa di calore a Bologna: rumore, staffaggio e prospetto decidono quanto la tecnica
La parte termica si risolve: con 4 °C di media nei mesi freddi le macchine attuali coprono l'inverno bolognese, a patto di dimensionare sulla punta di freddo e di sapere a quale temperatura i radiatori esistenti riescono a tenere le stanze. Questa seconda prova la facciamo con l'impianto acceso e la mettiamo per iscritto, perché è il dato che decide se la macchina lavorerà rilassata o al limite.
La parte che fa fallire i progetti, in città, è l'altra. L'unità esterna va posata su un supporto che non trasmetta vibrazioni alla muratura, orientata in modo da non soffiare verso la finestra del vicino, raggiungibile per la manutenzione senza smontare mezzo balcone, e collocata dove l'assemblea può accettarla. In un cortile interno bolognese questi quattro requisiti raramente puntano allo stesso punto: si sceglie il compromesso e si spiega perché. Lavoriamo con Daikin, Panasonic, Mitsubishi e Vaillant.
- Supporto antivibrante e staffaggio calcolati sulla muratura che si trova
- Direzione di soffio e distanze dalle aperture verificate sul posto
- Accessibilità per la manutenzione considerata già in fase di posizionamento
- Prova dei corpi scaldanti a temperatura ridotta, documentata
PdC aria-acqua a Bologna
- Minima di progetto
- 4° di media a Bologna
- SCOP stagionale stimato
- 3.5
- Consumo elettrico annuo
- ~325 kWh
Il tetto a Bologna: prima si stabilisce di chi è, poi quanto rende
In una villetta il tetto è vostro e la discussione è tecnica. In un condominio bolognese la copertura è parte comune, e anche quando la normativa consente al singolo di installare, il passaggio dall'assemblea va messo in conto con i suoi tempi. È la prima cosa che chiariamo: senza questo, l'irraggiamento è una curiosità. Il riferimento di zona è 1.346 kWh per kWp all'anno su 2.080 ore di sole.
Chiarito il titolo a installare, il dimensionamento segue una regola che a Bologna vale più che altrove: si produce nei mesi in cui la città consuma meno. L'impianto rende quando c'è un carico elettrico diurno da alimentare, quindi ha senso insieme al passaggio all'elettrico e non prima. Sui progetti collettivi — un condominio, una comunità energetica — a Bologna oggi valgono le misure nazionali, a partire dalla tariffa premio del GSE sull'energia condivisa: le pratiche le istruiamo noi.
- Titolarità della copertura verificata prima di qualsiasi dimensionamento
- Potenza legata ai consumi diurni che la casa avrà, non alla superficie libera
- Pratiche per condomini e comunità energetiche istruite dal nostro ufficio
- Connessione al distributore e pratica GSE a nostro carico
Impianto 6 kWp a Bologna
- Ore di sole a Bologna
- 2.080 l'anno
- Produzione annua stimata
- 8.076 kWh
- Risparmio bolletta
- ~€ 1.373/anno
A Bologna il generatore esistente va prima capito, poi eventualmente sostituito
Una parte delle case bolognesi ha un apparecchio a gas ancora in salute e regolato male: curva climatica lasciata ai valori di fabbrica, valvole termostatiche tutte al massimo, rami dell'impianto squilibrati fra il piano alto e quello basso. In una stagione da 2.259 gradi giorno questi difetti costano ogni mese, e si correggono in una mattinata senza comprare niente. Lo diciamo prima di proporre alternative.
Quando invece la sostituzione serve, negli edifici del Centro e di Saragozza con scarico collettivo la verifica sulla canna viene prima dell'ordine dell'apparecchio: è il punto in cui i lavori si fermano più spesso. Va poi tenuto presente che dal 2025 il solo generatore a gas non rientra più fra gli interventi agevolati, mentre ibridi ed elettrici sì, e questo cambia il confronto economico più di quanto lo cambi il prezzo di listino. Il vecchio apparecchio lo ritiriamo il giorno stesso.
- Regolazione dell'esistente proposta quando l'apparecchio è ancora in condizione
- Canna collettiva verificata prima dell'ordine, negli edifici bolognesi che ne hanno una
- Equilibratura dei rami compresa, per non lasciare appartamenti sotto temperatura
- Dal 2025 il solo apparecchio a gas resta fuori dalle detrazioni
Sostituzione caldaia a Bologna
- Gradi giorno a Bologna
- 2.259 (zona E)
- Zona climatica
- E
- Gradi giorno
- 2.259
Split a Bologna: il limite è quasi sempre il numero di corpi sulla facciata
Con 26 °C di media estiva le potenze necessarie sono contenute, e infatti il dimensionamento raramente è il problema. Il problema è quante unità esterne il regolamento dell'edificio tollera e su quale lato. Nelle palazzine bolognesi la risposta arriva prima dall'amministratore che dal tecnico, e conviene chiederla all'inizio: costruire un preventivo su una soluzione che verrà bocciata è tempo perso per tutti.
Quando i corpi ammessi sono meno delle stanze da servire, la strada è un'unità esterna che alimenta più unità interne, con il percorso delle linee studiato per passare dove non si vede. Nelle case con soffitti alti del Centro i canali si possono nascondere sopra un controsoffitto parziale; alla Bolognina e a Borgo Panigale, dove i prospetti sono più recenti, la scelta è di solito più libera e si guadagna in resa.
- Verifica preliminare di quanto il regolamento dell'edificio consente
- Una sola unità esterna per più ambienti, dove i corpi ammessi sono pochi
- Percorso delle linee studiato per restare fuori vista sui prospetti bolognesi
- Potenza tenuta bassa quanto basta per non perdere la deumidificazione
Multisplit a Bologna
- Estate a Bologna
- 26° di media
- Configurazioni tipiche
- Mono / Dual / Tri / Multi 5
- Classe inverter
- A+++ (top di gamma)
Trattare l'acqua a Bologna: la domanda resta dove si mette, anche per l'apparecchio più piccolo
Un addolcitore occupa meno di un metro quadro, ma quel metro quadro deve stare a monte dell'impianto, vicino a uno scarico e raggiungibile da chi porterà i sacchi di sale. In un appartamento di Santo Stefano o di Saragozza spesso esiste, in un bagno cieco o in un sottoscala no, e questo — non la scelta del modello — è ciò che decide se l'intervento è proponibile. Al sopralluogo lo guardiamo con il metro, come facciamo per le unità esterne.
Quando quello spazio manca, l'alternativa che funziona negli edifici bolognesi è il sistema al punto d'uso sotto il lavello della cucina: sta dentro un mobile, non tocca parti comuni, non richiede scarichi nuovi e riguarda l'acqua da bere e da cucinare. Non protegge caldaia e lavatrice, e va detto chiaramente: è una risposta a un problema diverso, non una versione ridotta dell'altra.
In entrambi i casi il numero di partenza lo rileviamo al rubinetto di quell'appartamento e lo scriviamo. Due unità nello stesso stabile possono dare letture diverse per via delle tubazioni interne, quindi un dato di quartiere non ci basta, e se il valore dice che non serve installare nulla lo mettiamo ugualmente sul documento.
- Spazio, scarico e percorso del sale verificati prima di quotare l'apparecchio
- Sistema sotto il lavello dove il locale tecnico non c'è, senza toccare parti comuni
- Lettura fatta nell'appartamento bolognese, non desunta dalla zona
- Intervento che sta in mezza giornata e non apre un cantiere in condominio
Sistema completo a Bologna
- Cosa misuriamo a Bologna
- durezza, residuo fisso, pressione
- Addolcitore (4 pers.)
- da 25 a 35 L resina
- Osmosi sotto-lavello
- 5 stadi
Acqua calda a Bologna: l'intervento che sta in mezza giornata e in un metro quadro
È l'apparecchio che crea meno problemi di collocazione, e in una città dove ogni metro è conteso non è poco: sostituire uno scaldacqua elettrico con uno in pompa di calore richiede mezza giornata, nessuna opera muraria e nessuna delibera, perché resta tutto dentro l'appartamento. Per molte famiglie bolognesi è il primo passo concreto verso l'elettrico, fatto senza aspettare nessuno.
L'unica verifica seria riguarda l'aria: la macchina raffredda l'ambiente da cui la prende, quindi serve volume oppure due condotti verso l'esterno. Nelle taverne e nei garage di Murri o Borgo Panigale lo spazio di solito c'è; negli appartamenti del Centro si passa quasi sempre alla versione canalizzata, e in quel caso il punto di uscita va concordato perché finisce su una parete comune.
- Mezza giornata di lavoro, senza murature e senza passaggi in assemblea
- Volume del vano misurato, con alternativa canalizzata dove non basta
- Uscita dei condotti concordata quando interessa una parete comune
- Generatore liberato dal compito estivo di scaldare solo l'acqua
Scaldabagno PdC a Bologna
- Dove va messo
- locale tecnico interno
- Risparmio energetico
- 60-70%
- Capacità tipica famiglia
- 150-200 L
Le detrazioni nazionali valgono a Bologna come ovunque in Italia: le trovi spiegate, aggiornate, nella pagina incentivi, e nelle sezioni qui sopra dove incidono sul singolo impianto.
Elettrificare un appartamento bolognese senza rifare l'edificio
La casa tutta elettrica, a Bologna, si costruisce per addizioni compatibili: si parte da ciò che non tocca le parti comuni — acqua calda, singoli split, regolazione dell'impianto esistente — e si passa agli interventi che richiedono una delibera solo quando c'è un progetto completo da portare in assemblea, non un'idea. Portare tre volte lo stesso argomento davanti ai condomini è il modo più sicuro per non ottenere niente.
Quando invece l'edificio decide di muoversi insieme, conviene: l'intervento collettivo accede alla misura regionale fino a € 50.000, i costi di ponteggio e di cantiere si dividono e le unità esterne si collocano in modo ordinato una volta sola, invece che una per volta e ciascuna dove capita. In quel caso prepariamo noi la documentazione per l'amministratore, nei tempi che l'assemblea richiede.
Famiglia 4 persone, villetta 130 m², zona climatica E
- Fotovoltaico 6 kWp + accumulo Tesla Powerwall 13,5 kWh
- Pompa di calore aria-acqua 9 kW (riscaldamento + raffrescamento)
- Scaldabagno a pompa di calore 200 L
- Disinstallazione caldaia + canna fumaria + chiusura allaccio gas
- Pratiche Bologna: SUAP comunale, ENEA, GSE — incluse
Stima su 2.259 gradi giorno e 1346 kWh/kWp, i valori di Bologna: il numero esatto esce dal sopralluogo. Detrazione 50% sulla prima casa, 36% sulle altre — qui i conti.
Le 3 soluzioni più scelte a Bologna
12 impianti negli ultimi dodici mesi a Bologna e nei comuni intorno (Casalecchio di Reno, San Lazzaro di Savena, Castel Maggiore): con 2.259 gradi giorno, 1346 kWh per kWp di sole e 26° di media estiva: sono queste tre le scelte che a Bologna facciamo più spesso.
pompa di calore
La parte termica si risolve: con 4 °C di media nei mesi freddi le macchine attuali coprono l'inverno bolognese, a patto di dimensionare sulla punta di freddo e di sapere a quale temperatura i radiatori esistenti riescono a tenere le stanze. Questa seconda prova la facciamo con l'impianto acceso e la mettiamo per iscritto, perché è il dato che decide se la macchina lavorerà rilassata o al limite.
Approfondisci pompa di calore →impianto fotovoltaico
In una villetta il tetto è vostro e la discussione è tecnica. In un condominio bolognese la copertura è parte comune, e anche quando la normativa consente al singolo di installare, il passaggio dall'assemblea va messo in conto con i suoi tempi.
Approfondisci impianto fotovoltaico →scaldabagno
È l'apparecchio che crea meno problemi di collocazione, e in una città dove ogni metro è conteso non è poco: sostituire uno scaldacqua elettrico con uno in pompa di calore richiede mezza giornata, nessuna opera muraria e nessuna delibera, perché resta tutto dentro l'appartamento. Per molte famiglie bolognesi è il primo passo concreto verso l'elettrico, fatto senza aspettare nessuno.
Approfondisci scaldabagno →Dove operiamo a Bologna e nei dintorni
Interveniamo in tutta Bologna — da Centro a Santo Stefano — e nei comuni della provincia di BO: Casalecchio di Reno, San Lazzaro di Savena, Castel Maggiore e dintorni. Il preventivo non cambia perché l'indirizzo è fuori Bologna.
Quartieri di Bologna
Tecnici certificati pronti a intervenire in tutta la città.
Domande frequenti sui servizi Braga nella tua zona
2.259 gradi giorno e 26° di media estiva: a Bologna l'involucro conta quanto l'impianto, e gli infissi li posiamo noi.
Cosa dicono i nostri clienti
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Veniamo a misurare gli spazi che avete
Il sopralluogo a Bologna è gratuito e non impegna: rileviamo stanze, prospetti, cortile, copertura e impianto esistente, e vi diciamo cosa si può installare davvero in quell'edificio e cosa no. Quello che ricevete dopo è un prezzo fisso scritto, valido fino alla firma e rateizzabile, con un referente unico che segue anche i rapporti con l'amministratore e le pratiche dei contributi regionali.