Buona parte dell'impianto che hai già si può tenere a Torino.
Radiatori in ghisa, colonne montanti, canne fumarie: a Torino il patrimonio impiantistico esistente vale più di quanto si creda. Prima di preventivare smontiamo il meno possibile, dal Centro a Mirafiori, dal Lingotto a Borgo Po.
Nelle case torinesi il generatore quasi sempre è più giovane dell'impianto a cui è attaccato. La caldaia è stata cambiata una o due volte, i radiatori e le tubazioni no: sono ancora quelli originali. È una buona notizia, perché quei corpi scaldanti in ghisa — larghi, lenti, sovradimensionati per i criteri di allora — sono esattamente ciò che serve per far lavorare bene una macchina moderna a bassa temperatura. Il lavoro, a Torino, comincia dal censire cosa si recupera.
- Regione
- Piemonte
- Provincia
- TO
- Popolazione
- 848.748
- Zona climatica
- E
- Gradi giorno
- 2.617
- Irradiazione
- 1368 kWh/m²/anno
- Ore di sole
- 1.980 ore/anno
Partire da ciò che c'è: il metodo che usiamo a Torino
Il primo sopralluogo non serve a scegliere una macchina, serve a fare l'inventario. Quanti elementi ha ogni radiatore e di che materiale è fatto, se le tubazioni corrono a vista o sono annegate, se il circuito è monotubo o a due tubi, che sezione ha la linea elettrica, dove passa lo scarico della condensa, se la canna fumaria è singola o collettiva ramificata. Sono dati noiosi e sono quelli che decidono il costo vero dell'intervento: un impianto che si riusa costa una frazione di uno da rifare.
Torino non è un tessuto omogeneo e questo inventario cambia molto di quartiere in quartiere. In Centro e in Crocetta prevalgono stabili d'epoca con soffitti alti, murature massicce e centrali termiche condominiali; a Mirafiori e al Lingotto il costruito del dopoguerra ha alloggi più compatti e radiatori in acciaio più piccoli; a San Salvario e in Vanchiglia gli alloggi sono stati frazionati e ogni appartamento si è fatto la sua caldaia murale; a Pozzo Strada e a Borgo Po si torna a villini e palazzine basse con autonomo. Sono cinque partenze diverse per gli stessi 2.617 gradi giorno.
Pompa di calore a Torino: la domanda è sui terminali, non sul freddo
Con una media invernale intorno ai 3 gradi, a Torino il clima non è l'ostacolo: le macchine aria-acqua attuali lavorano tranquillamente a queste temperature. L'ostacolo, quando c'è, è la temperatura che l'impianto pretende. Se per scaldare il soggiorno servono mandate alte, la pompa di calore consuma molto e la bolletta elettrica se ne accorge. Ma prima di dare per persa la casa va misurato, perché i radiatori generosi degli stabili torinesi spesso permettono di scendere senza toccare nulla.
Dove il margine non basta, la strada non è rifare tutto: si sostituiscono i pochi corpi scaldanti sottodimensionati — di solito uno o due, nelle stanze esposte a nord — oppure si sceglie un ibrido, che tiene la pompa di calore per la maggior parte della stagione e chiama il gas solo nelle giornate più rigide. In un condominio con centrale termica esiste anche la via intermedia della pompa di calore centralizzata in appoggio, con la contabilizzazione già installata che continua a fare il suo lavoro.
- Calcolo della mandata minima che tiene ogni stanza, misurata in giornata fredda
- Sostituzione mirata dei soli terminali insufficienti, non di tutti
- Posizione dell'unità esterna compatibile con i cortili interni torinesi
- Verifica della potenza disponibile al contatore prima dell'ordine
PdC aria-acqua a Torino
- Minima di progetto
- 3° di media a Torino
- SCOP stagionale stimato
- 3.4
- Consumo elettrico annuo
- ~388 kWh
Coperture torinesi: dove si posa davvero un impianto
Il dato di partenza è 1.368 kWh per ogni kWp installato su circa 1.980 ore di sole l'anno. È un valore solido, ma a Torino la variabile che pesa di più non è l'irraggiamento: è la disponibilità del tetto. Falde a padiglione con quattro esposizioni, abbaini, torrette di camini in disuso, coperture condominiali con millesimi e regolamenti, ombre portate dagli edifici accanto nelle vie strette. Il rilievo serve a capire quanti metri quadri restano davvero utilizzabili e con quale resa.
C'è poi la questione della falda che non si vede dalla strada. Negli stabili vincolati e in alcune zone del Centro l'installazione va studiata sulle porzioni di copertura non percepibili dal suolo pubblico, e questo riduce la potenza installabile ma non la annulla. Diciamo prima quanti kWp entrano davvero, invece di stimarli sulla pianta catastale. Sull'accumulo si ragiona sui consumi elettrici reali della famiglia, bolletta alla mano: a Torino le case senza cottura elettrica e senza pompa di calore hanno profili che una batteria grande non ripaga.
- Rilievo delle falde utilizzabili e delle ombre portate dagli edifici vicini
- Potenza calcolata sui kilowattora consumati, non sui metri quadri disponibili
- Pratica di connessione al distributore e adempimenti GSE seguiti dal nostro ufficio
- Bonus Ristrutturazione sull'impianto torinese verificato prima del preventivo
Impianto 6 kWp a Torino
- Produzione annua stimata
- 8.208 kWh
- Risparmio bolletta
- ~€ 1.395/anno
- Irradiazione locale
- 1368 kWh/m²/anno
Che cosa resta valido quando si cambia il generatore a Torino
Sostituire una murale con un'altra murale è l'intervento più frequente e anche quello dove si butta via più valore. Se nessuno rifà i conti sui corpi scaldanti, la macchina nuova viene impostata come la vecchia: mandata alta e fissa, valvole termostatiche quasi chiuse per compensare, condensazione che non condensa mai. A Torino la prima cosa che controlliamo è se i radiatori esistenti permettono di abbassare la temperatura di mandata. Nelle case storiche del Centro la risposta è quasi sempre sì, e allora il generatore nuovo rende davvero quello che promette.
Un chiarimento che vale la pena avere chiaro prima di decidere: dal 2025 la posa della sola caldaia a gas non accede più alle detrazioni statali, come precisato dall'Agenzia delle Entrate nella Circolare 8/E del 19 giugno 2025. Restano agevolati gli impianti ibridi e le pompe di calore. A Torino oggi non risultano misure regionali aperte per le famiglie: per ibridi e pompe di calore contano Ecobonus e Conto Termico 3.0, e i requisiti li verifichiamo prima di metterli nel preventivo.
- Censimento degli elementi radianti stanza per stanza prima di scegliere la potenza
- Prova di abbassamento della mandata sull'impianto esistente
- Verifica della canna fumaria collettiva negli stabili del Centro e della Crocetta
- Riuso delle tubazioni esistenti quando il lavaggio del circuito lo consente
Sostituzione caldaia a Torino
- Gradi giorno a Torino
- 2.617 (zona E)
- Zona climatica
- E
- Gradi giorno
- 2.617
Acqua calda: il primo carico da spostare fuori dalla caldaia
In molti alloggi torinesi l'acqua calda la fa la stessa murale che fa il riscaldamento. D'inverno ha senso, d'estate significa tenere acceso un generatore a gas per pochi litri al giorno, con rendimenti bassissimi. Un bollitore in pompa di calore separa le due funzioni e permette di spegnere la caldaia da maggio a ottobre. Se in casa c'è anche il fotovoltaico, è il carico che si programma nelle ore di produzione e che alza l'autoconsumo più di qualunque altro.
La condizione è il locale. La macchina prende calore dall'aria che la circonda, quindi va messa dove l'aria c'è: una cantina ampia, una lavanderia, un vano tecnico. In un ripostiglio piccolo e chiuso rende poco e raffredda l'ambiente. Negli alloggi torinesi il vincolo è spesso l'altezza libera e il percorso dello scarico condensa, che vanno visti sul posto. Dove il locale non c'è, restano gli scaldacqua elettrici moderni o l'abbinamento con un accumulo servito dalla pompa di calore principale.
- Verifica del volume d'aria del locale prima di proporre il termodinamico
- Capacità scelta sulle docce consecutive della sera, non sul numero di bagni
- Programmazione nelle ore di produzione del tetto quando c'è il fotovoltaico
- Caldaia a gas ferma nei mesi estivi, con il risparmio messo nero su bianco
Scaldabagno PdC a Torino
- Dove va messo
- locale tecnico interno
- Risparmio energetico
- 60-70%
- Capacità tipica famiglia
- 150-200 L
Il calcare che hai già dentro l'impianto
L'acqua di Torino è buona da bere e porta comunque carbonati. Il deposito si forma dove la temperatura è più alta: nello scambiatore del generatore e nella resistenza del boiler. Non provoca un guasto improvviso, riduce la resa un po' alla volta, e su un impianto che gira da ottobre ad aprile quella perdita si accumula. Se stai per mettere una macchina nuova, è il momento giusto per lavare il circuito e proteggerla: farlo dopo costa di più e si fa peggio.
La durezza la misuriamo al tuo rubinetto, perché fra un quartiere e l'altro i valori non sono identici. Se non c'è ragione di installare un addolcitore lo scriviamo. Se serve, va sulla linea in ingresso e si tara sul consumo effettivo della famiglia, così non spreca sale né acqua di rigenerazione; per l'acqua da bere si aggiunge un osmosi inversa sotto il lavello, senza opere murarie. In un alloggio torinese è un intervento che si chiude in mezza giornata.
- Durezza e residuo fisso rilevati a casa tua, non stimati sulla media cittadina
- Lavaggio del circuito contestuale alla sostituzione del generatore
- Addolcitore tarato sui consumi reali, con filtri a scadenza programmata
- Osmosi sotto il lavello per l'acqua da bere, senza opere murarie
Sistema completo a Torino
- Cosa misuriamo a Torino
- durezza, residuo fisso, pressione
- Addolcitore (4 pers.)
- da 25 a 35 L resina
- Osmosi sotto-lavello
- 5 stadi
Split a Torino: due stagioni, non una
La media estiva di 23 gradi non racconta le settimane di luglio in cui l'aria in città non si muove e i sottotetti restano caldi fino a notte. Per quelle bastano macchine piccole e ben posizionate: un apparecchio sovradimensionato si accende e si spegne di continuo, non toglie umidità e disturba il sonno più del caldo. Nei palazzi torinesi il punto delicato è quasi sempre l'unità esterna, fra cortili interni, regolamenti condominiali e affacci su strada.
L'uso che spesso vale più del raffrescamento è quello in riscaldamento, nelle mezze stagioni. A ottobre e ad aprile accendere l'impianto di tutta la casa per portare in temperatura una stanza è uno spreco; uno split in pompa di calore lo fa consumando poco. Su una stagione da 2.617 gradi giorno, accorciare di qualche settimana il periodo in cui il generatore principale resta acceso è un risparmio che si vede sulla bolletta del gas.
- Taglie calcolate sul volume reale della stanza e sull'esposizione
- Uso in pompa di calore nelle mezze stagioni, spiegato al collaudo
- Unità esterna collocata nel rispetto del regolamento condominiale
- Deumidificazione impostata e mostrata a chi abita la casa
Multisplit a Torino
- Estate a Torino
- 23° di media
- Configurazioni tipiche
- Mono / Dual / Tri / Multi 5
- Classe inverter
- A+++ (top di gamma)
Le detrazioni nazionali valgono a Torino come ovunque in Italia: le trovi spiegate, aggiornate, nella pagina incentivi, e nelle sezioni qui sopra dove incidono sul singolo impianto.
Casa Green a Torino: la sequenza, non il pacchetto
Fotovoltaico, accumulo, pompa di calore e acqua calda elettrica messi insieme funzionano, ma non si comprano tutti lo stesso giorno e quasi mai conviene farlo. A Torino l'ordine che regge meglio parte dall'involucro e dai terminali, perché sono loro a decidere la temperatura a cui lavorerà tutto il resto; poi viene il generatore, scelto su quella temperatura; il tetto arriva quando si sa quanta energia elettrica la casa consumerà davvero, cioè dopo il passaggio alla pompa di calore, non prima.
Su 848.748 abitanti le situazioni possibili sono tutte, e non tutte arrivano in fondo alla sequenza: in un alloggio in affitto o in un condominio con centrale termica il pezzo che si può fare è più corto, e va detto. Quello che promettiamo è una spesa energetica più bassa e più prevedibile, meno esposta ai rincari del gas. Non promettiamo l'indipendenza dalla rete, che a queste latitudini e con il fabbisogno concentrato d'inverno non è un obiettivo realistico.
Famiglia 4 persone, villetta 130 m², zona climatica E
- Fotovoltaico 6 kWp + accumulo Tesla Powerwall 13,5 kWh
- Pompa di calore aria-acqua 9 kW (riscaldamento + raffrescamento)
- Scaldabagno a pompa di calore 200 L
- Disinstallazione caldaia + canna fumaria + chiusura allaccio gas
- Pratiche Torino: SUAP comunale, ENEA, GSE — incluse
Stima su 2.617 gradi giorno e 1368 kWh/kWp, i valori di Torino: il numero esatto esce dal sopralluogo. Detrazione 50% sulla prima casa, 36% sulle altre — qui i conti.
Le 3 soluzioni più scelte a Torino
90 impianti negli ultimi dodici mesi a Torino e nei comuni intorno (Moncalieri, Rivoli, Collegno): con 2.617 gradi giorno, 1368 kWh per kWp di sole e 23° di media estiva: sono queste tre le scelte che a Torino facciamo più spesso.
pompa di calore
Con una media invernale intorno ai 3 gradi, a Torino il clima non è l'ostacolo: le macchine aria-acqua attuali lavorano tranquillamente a queste temperature. L'ostacolo, quando c'è, è la temperatura che l'impianto pretende.
Approfondisci pompa di calore →impianto fotovoltaico
Il dato di partenza è 1.368 kWh per ogni kWp installato su circa 1.980 ore di sole l'anno. È un valore solido, ma a Torino la variabile che pesa di più non è l'irraggiamento: è la disponibilità del tetto.
Approfondisci impianto fotovoltaico →scaldabagno
In molti alloggi torinesi l'acqua calda la fa la stessa murale che fa il riscaldamento. D'inverno ha senso, d'estate significa tenere acceso un generatore a gas per pochi litri al giorno, con rendimenti bassissimi.
Approfondisci scaldabagno →Dove operiamo a Torino e nei dintorni
Interveniamo in tutta Torino — da Centro a Borgo Po — e nei comuni della provincia di TO: Moncalieri, Rivoli, Collegno e dintorni. Il preventivo non cambia perché l'indirizzo è fuori Torino.
Quartieri di Torino
Tecnici certificati pronti a intervenire in tutta la città.
Domande frequenti sui servizi Braga nella tua zona
2.617 gradi giorno e 23° di media estiva: a Torino l'involucro conta quanto l'impianto, e gli infissi li posiamo noi.
Cosa dicono i nostri clienti
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Prima cosa, l'inventario di quello che hai
Veniamo a Torino a contare gli elementi dei radiatori, a misurare le temperature sui rami dell'impianto, a guardare quadro elettrico, canna fumaria e falde. La visita non costa nulla e non ti impegna a proseguire. Quello che ti consegniamo dopo è un documento con i prezzi bloccati, l'elenco di ciò che si recupera e di ciò che va sostituito, e un referente unico che risponde dal rilievo al collaudo.