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Risparmio Energetico

Bollette, l'autunno che spaventa: cosa sta succedendo davvero alla luce

31 Agosto 2026Aggiornato: 31 Agosto 2026⏱ 13 min di lettura

870 milioni di euro in più. Tanto hanno speso quest'estate i bar, i ristoranti e gli alberghi italiani per luce e gas, rispetto all'estate scorsa. Lo ha calcolato Confesercenti il 29 agosto. Un albergo con 45 camere è passato da 8.250 a 12.250 euro di sola luce in tre mesi: quattromila euro in più. Un ristorante da 2.100 a 3.100. Un bar da 1.250 a 1.800.

Le bollette di luglio e agosto delle famiglie stanno arrivando adesso nella posta. Ed è lì che il conto diventa personale.

Proviamo a spiegare cosa sta succedendo con parole semplici, perché in giro si leggono numeri gonfiati da una parte e minimizzati dall'altra.

Partiamo dall'inizio: chi vi vende la luce, la compra

L'azienda che vi manda la bolletta non produce la corrente. La compra. La compra in una specie di mercato all'ingrosso, come fa il fruttivendolo che alle cinque del mattino va al mercato ortofrutticolo. Poi ve la rivende, aggiungendoci i suoi costi.

Il prezzo di quel mercato all'ingrosso ha un nome e una sigla che forse avete già visto sul vostro contratto: si chiama PUN. Tenetela a mente, perché torna spesso.

Ora i numeri, uno alla volta. A luglio 2026 la luce all'ingrosso è costata in media 15,7 centesimi al chilowattora. Un anno fa, stesso mese, ne costava 11,3.

Sono quattro centesimi e mezzo in più per ogni chilowattora. Detta in percentuale: +38,8% in dodici mesi. Ad agosto è salita ancora.

(Se vi state chiedendo cos'è un chilowattora: è l'unità che trovate sulla bolletta, e corrisponde più o meno a un forno elettrico acceso per un'ora.)

Questi non sono numeri di un sito che confronta le offerte. Sono del Gestore dei Mercati Energetici, la società pubblica che ogni giorno registra a quanto viene venduta la corrente in Italia.

E adesso arriva la parte strana. Quella che quasi nessuno vi racconta.

Il 5 luglio, a mezzogiorno, la corrente in Italia valeva zero

Non poco. Zero. In alcune zone del Sud, quel fine settimana, è andata anche sotto zero: c'era chi pagava pur di liberarsi della corrente che stava producendo.

Poche ore dopo, la sera dello stesso giorno, in Sicilia la stessa corrente costava più di 30 centesimi al chilowattora.

Stesso giorno. Stesso Paese. Da zero a trenta centesimi nel giro di poche ore.

Non è un errore ed è tutt'altro che un dettaglio: dentro questa stranezza c'è la spiegazione della vostra bolletta.

Perché la luce rincara anche se il sole produce di più

Questa sembra proprio non avere senso, e infatti confonde tutti.

A luglio 2026 gli impianti fotovoltaici italiani hanno prodotto il 20,6% in più rispetto a luglio 2025. Lo dice Terna, la società che gestisce la rete elettrica di tutta Italia. Più pannelli, più sole, più corrente pulita. E il prezzo è salito lo stesso del 38,8%.

Il motivo è una regola del mercato elettrico che conviene conoscere, perché spiega tutto il resto. Funziona così: il prezzo di tutta la corrente lo decide l'ultima centrale che serve per arrivare a coprire i consumi.

Facciamo un esempio. Immaginate un panificio che ogni giorno deve sfornare mille pagnotte. Le prime ottocento le fa col forno vecchio, che costa poco. Ma le ultime duecento deve farle col forno a gas, che costa il triplo. E alla cassa mette lo stesso prezzo per tutte le pagnotte: quello dell'ultima, la più cara.

La corrente in Italia funziona proprio così. Di giorno il sole ne produce tantissima e quasi gratis. Ma alle otto di sera il sole è tramontato, i condizionatori sono ancora accesi, la gente è tornata a casa: per arrivare a coprire i consumi bisogna accendere una centrale a gas. E da quel momento è il gas a decidere il prezzo per tutti. Anche per la corrente fatta a mezzogiorno da un pannello, che non era costata niente.

Il problema è che il gas, a luglio, non è mai costato così tanto da quando esiste il suo listino italiano. E la ragione è lontana da casa vostra: da fine febbraio c'è una crisi nello stretto di Hormuz — il braccio di mare da cui passa buona parte del petrolio e del gas del mondo — e questo ha fatto salire i prezzi ovunque, con il petrolio passato da 70 a 118 dollari al barile.

Aggiungete che a luglio, per via del caldo, in Italia abbiamo consumato l'8,3% di corrente in più dell'anno prima. Più consumi, e la sera si dipende ancora dal gas: ecco la bolletta.

Quanto di questo rincaro arriva davvero sulla vostra bolletta

Qui va detta una cosa onesta, anche se a noi conviene poco: se la corrente all'ingrosso rincara del 38%, la vostra bolletta non rincara del 38%.

Il motivo è semplice. Di ogni euro che pagate, solo poco più di 50 centesimi sono la corrente vera e propria. Il resto sono i fili e le cabine che la portano fino a casa vostra, il contatore, e le tasse. Lo dice ARERA, l'autorità pubblica che sorveglia le bollette: la corrente pesa il 53,5% del totale.

Quindi il rincaro arriva, ma smorzato. All'incirca dimezzato.

E soprattutto arriva solo ad alcuni. Perché di contratti ce ne sono due tipi, ed è la cosa più importante che dovete sapere:

  • Prezzo fisso: il prezzo scritto sul contratto resta quello fino alla scadenza. Se il mercato impazzisce, voi non ve ne accorgete.
  • Prezzo variabile (a volte scritto «indicizzato»): il prezzo cambia ogni mese e segue il mercato. Se il mercato sale, la bolletta sale.

Il famoso allarme «+40% in autunno» che state leggendo ovunque riguarda solo chi ha il prezzo variabile. La stima è del sito Facile.it e parla di 982 euro da settembre a dicembre, circa 270 in più dell'anno scorso. L'associazione delle aziende elettriche ha risposto che è allarmismo esagerato, perché più di metà delle famiglie ha il prezzo fisso, e per gli altri l'aumento sarebbe di una ventina di centesimi al giorno.

Chi ha ragione dipende da cosa avete firmato voi. Prendete la bolletta e cercate se c'è scritto «prezzo fisso» oppure «PUN». Ci mettete trenta secondi e saprete se questo allarme vi riguarda. È la cosa più utile che potete fare stasera, e non costa niente.

C'è però una domanda più scomoda: fino a quando? Perché anche il prezzo fisso ha una scadenza. E quando si rinnova, si rinnova ai prezzi di quel momento.

Cosa il fotovoltaico non risolve (e cosa invece risolve)

Partiamo da quello che non risolve, altrimenti non ci credete. E fareste bene a non crederci.

Il fotovoltaico non risolve il problema dell'Italia. Finché sarà l'ultima centrale a gas della sera a decidere il prezzo per tutti, il Paese resterà legato a quello che succede dall'altra parte del mondo. Nessun pannello sul tetto di nessuno cambia questa regola.

E non risolve nemmeno tutta la vostra bolletta, se qualcuno ve lo racconta così. Un impianto senza batteria produce quando c'è luce, punto. Vi copre benissimo il frigorifero, il condizionatore delle tre del pomeriggio, la lavatrice fatta a mezzogiorno. Ma alle nove di sera, senza batteria, comprate dalla rete come tutti gli altri. Proprio nell'ora in cui costa di più.

Adesso però ecco cosa risolve, e non è poco: la corrente che vi fate da soli non ve la vende nessuno. Non ha un prezzo che sale, non ha un contratto che scade, non passa dallo stretto di Hormuz. Ogni chilowattora che esce dal vostro tetto è un chilowattora che non comprate — a qualunque cifra lo stiano vendendo quel giorno. E più la corrente costa, più quello che vi siete prodotti vale.

Il ragionamento è tutto qui, ed è per questo che regge: non state scommettendo che i prezzi salgano o scendano. State semplicemente uscendo, per la parte che vi fate da soli, da una partita su cui non contate nulla.

Tre proposte serie, perché stiamo buttando via il sole che abbiamo

Torniamo un attimo alla stranezza dell'inizio: corrente che a mezzogiorno vale zero e la sera costa trenta centesimi. Quello è uno spreco enorme, e lo paghiamo tutti in bolletta. Ci sono tre cose che si potrebbero fare.

La prima: aggiornare gli orari della bolletta, fermi al 2006. Oggi la corrente costa di più dalle 8 alle 19 nei giorni feriali, e costa meno la notte e la domenica. Quelle regole sono state scritte vent'anni fa, in un mondo dove di notte la corrente avanzava e di giorno mancava. Oggi è esattamente il contrario: l'ora in cui in Italia la corrente abbonda è mezzogiorno, grazie al sole. Eppure il sistema continua a dire alle famiglie «fate la lavatrice di notte». Cambiare quegli orari sposterebbe milioni di consumi nelle ore di sole e non costerebbe un euro allo Stato.

La seconda: rendere davvero facili le comunità energetiche. Sono gruppi di vicini — un condominio, una parrocchia, un piccolo comune, alcune aziende della stessa via — che mettono insieme un impianto e si scambiano tra loro la corrente prodotta sul posto. Lo Stato già le premia: il GSE riconosce un incentivo per vent'anni sull'energia condivisa, più un contributo del 40% sulla spesa per i comuni fino a 50.000 abitanti. Il problema è che le pratiche restano troppo complicate per un condominio normale. Semplificarle, e premiare di più proprio le ore di massimo sole, varrebbe più di tanti bonus una tantum.

La terza: premiare chi consuma di giorno. Ricaricare l'auto elettrica, scaldare l'acqua, far girare le macchine di una piccola impresa: sono tutte cose che si possono spostare di orario. Oggi lo Stato incentiva chi produce energia pulita, ma quasi nessuno incentiva chi la consuma nel momento in cui ce n'è troppa. Sarebbe la differenza tra costruire i pannelli e usarli davvero.

Nel frattempo, però, quella corrente che a mezzogiorno avanza c'è già. E c'è un modo per tenervela voi invece di regalarla alla rete.

La batteria, spiegata semplice

Una batteria è una cisterna. Come quelle per l'acqua piovana: la riempite quando piove e la usate quando vi serve, invece di guardare l'acqua che se ne va nel tombino.

Con la corrente è identico. Quella che il vostro tetto produce a mezzogiorno, e che voi in quel momento non state usando perché siete al lavoro, invece di darla alla rete la mettete da parte. E la usate la sera, quando comprarla costa di più. Non è magia: è un serbatoio.

Visto che il caro bollette ce l'abbiamo davanti agli occhi come voi, abbiamo deciso di rispondere così: per tutto settembre 2026, a chi installa un impianto con batteria diamo la Huawei LUNA2000 da 7 kWh al prezzo di quella da 5 kWh.

Due chilowattora in più senza pagarli. Che in pratica vuol dire una serata intera: la cena, la lavastoviglie, le luci, la televisione, senza prendere niente dalla rete nell'ora peggiore.

Perché proprio questa batteria? Per tre motivi concreti. È componibile: si parte piccoli e si aggiungono pezzi se un domani arrivano l'auto elettrica o la pompa di calore, senza rifare niente. Ogni pezzo lavora per conto suo, quindi se uno rende meno non trascina giù tutti gli altri. E dentro ha una ricetta chimica che scalda poco e dura molti anni (si chiama litio-ferro-fosfato), con una delle garanzie più solide che si trovino oggi. Non è la batteria più economica del mercato: è quella che dopo dieci anni vi fa il conto migliore.

Poi ci sono le condizioni che facciamo tutto l'anno, e che con queste bollette contano più del solito: finanziamento a tasso zero, prima rata dopo 120 giorni — così l'impianto comincia a farvi risparmiare prima che paghiate il primo euro — spese di pratica a carico nostro, assicurazione contro tutti i danni per 5 anni compresa, e risposta della banca in 24 ore, anche per chi non ha una busta paga.

E c'è una scadenza vera, che non ci siamo inventati noi per mettervi fretta: lo sconto fiscale del 50% sulla prima casa vale fino al 31 dicembre 2026 (36% sulle altre case). Dal primo gennaio lo stesso identico impianto vi costerà di più. Chi rimanda, la differenza la paga di tasca sua.

Un'ultima cosa onesta, senza la quale tutto il resto non varrebbe niente: la batteria non conviene a tutti. L'abbiamo scritto senza sconti in questo articolo e non abbiamo cambiato idea. Se avete il tetto rivolto a nord e siete fuori casa tutto il giorno, ve lo diciamo noi che il conto non torna. Preferiamo perdere un preventivo che vendervi una cosa sbagliata.

Se volete vedere come funziona su una famiglia vera, con i numeri veri, qui c'è la storia di Sergio, a Turbigo: da circa 107 euro al mese a 10-15.

Per la vostra casa: richiedete il sopralluogo gratuito e senza impegno.

Se avete un'attività, il conto è molto più pesante

Torniamo ai numeri dell'inizio. Per un bar, un ristorante, un albergo o un capannone questa non è una bolletta di casa: è una voce di bilancio che si è mangiata i guadagni di una stagione intera.

Quegli 870 milioni calcolati da Confesercenti — 700 di luce e 170 di gas in tre mesi — non colpiscono a caso. Colpiscono soprattutto chi lavora la sera. Cioè chi compra corrente proprio nell'ora in cui è il gas a decidere il prezzo. È esattamente il contrario della famiglia che consuma di giorno.

Per le imprese, però, gli strumenti sono più forti che per le case. Oltre al risparmio in bolletta, la spesa si scarica dalle tasse, ci sono contributi pubblici (Transizione 5.0, fondi PNRR, bandi regionali), e si può usare una formula simile all'affitto con riscatto: l'impianto si paga con un canone, non serve tirare fuori i soldi all'inizio e l'azienda si tiene la liquidità in cassa. Il nostro ufficio dedicato controlla gratis a quali contributi avete diritto e prepara tutte le carte.

Per cominciare bastano le vostre bollette dell'ultimo anno. Da lì vediamo quando consumate davvero, ora per ora, e vi facciamo un conto con la produzione prevista, i contributi che vi spettano e in quanti anni rientrate della spesa.

Per la vostra azienda: richiedete l'analisi energetica gratuita — oppure guardate come lavoriamo sui capannoni.

L'analisi energetica, detto una volta per tutte, costerebbe 400 euro per un privato e 1.200 per un'azienda. Noi la facciamo gratis e senza impegno, e ve la lasciamo comunque, anche se poi decidete di non fare niente o di farlo con qualcun altro. Non è generosità: è che quando uno vede i numeri veri del suo tetto, di solito capisce da sé se conviene.

Le domande che ci fanno più spesso

Il PUN è il prezzo che pago io?
No. È il prezzo all'ingrosso, quello che le aziende pagano per comprare la corrente prima di rivendervela. Sulla vostra bolletta la corrente è poco più della metà del totale: il resto sono trasporto, contatore e tasse. Quindi un rincaro all'ingrosso arriva a voi smorzato — e solo se avete il prezzo variabile.

Ho il prezzo fisso: rischio i rincari dell'autunno?
Sulla corrente no, fino alla scadenza del contratto. È proprio quella data che dovete segnarvi in agenda: quando si rinnova, il prezzo sarà quello del mercato di allora.

Perché la bolletta sale se i pannelli producono di più?
Perché il prezzo lo decide l'ultima centrale accesa per coprire i consumi, e la sera è quasi sempre una centrale a gas. A luglio 2026 il fotovoltaico italiano ha prodotto il 20,6% in più, ma il gas costava di più e col caldo abbiamo consumato l'8,3% in più: il prezzo è salito lo stesso.

Conviene mettere i pannelli adesso che la corrente costa di più?
Sì, se state in casa di giorno o avete un'attività diurna e il tetto è adatto: più cara è la corrente che comprate, più vale quella che vi fate da soli. Se invece consumate quasi solo la sera, il conto va rifatto mettendoci la batteria. E ricordate che lo sconto fiscale del 50% sulla prima casa scade il 31 dicembre 2026: a parità di impianto, chi aspetta paga di più.

Che differenza fa una batteria da 7 kWh invece che da 5?
Due chilowattora sono più o meno una serata normale di consumi. In pratica è la differenza tra arrivare a fine serata con la corrente del vostro tetto e doverla ricomprare verso le dieci, quando costa di più. Per tutto settembre 2026 diamo quella da 7 al prezzo di quella da 5.

Quanto durerà questa fase di prezzi alti?
Onestamente nessuno può saperlo, perché dipende dal gas e quindi da quello che succede nel mondo: la crisi cominciata a febbraio pesa ancora sui mercati. L'unica cosa certa è che ogni chilowattora che vi fate da soli esce da questa incertezza.

In due righe

Sul prezzo della corrente non decidete voi, e non decidiamo noi. Su quanta corrente siete costretti a comprare, e a che ora comprarla, invece si decide eccome. È l'unica leva che vi resta in mano quando il prezzo lo decide un braccio di mare dall'altra parte del mondo. Ed è una leva che, una volta tirata, continua a funzionare per i prossimi vent'anni.

Casa: sopralluogo gratuito e senza impegno · Azienda: analisi energetica gratuita

Da dove vengono i numeri di questo articolo: Gestore dei Mercati Energetici (newsletter di agosto 2026) per i prezzi all'ingrosso; ARERA (aggiornamento del 25 giugno 2026) per la composizione della bolletta; Terna (dati sui consumi di luglio 2026) per consumi e produzione solare; Confesercenti (comunicato del 29 agosto 2026) per i costi delle imprese; GSE per gli incentivi alle comunità energetiche.

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