Hai il fotovoltaico sul tetto da qualche anno e ti è venuto il dubbio: ma andrà pulito? Forse te l'ha fatto venire il vicino, che ogni primavera sale sul tetto con il secchio. O forse l'app dell'impianto, che in una bella giornata di sole segna meno di quanto ti aspettavi.
La risposta breve è questa. I pannelli fotovoltaici vanno puliti, ma non c'è una scadenza fissa: si puliscono quando la produzione cala senza un motivo, e in genere basta una volta l'anno, due se vivi in una zona polverosa. Per il resto, un impianto fotovoltaico chiede pochissimo. C'è un solo controllo obbligatorio per legge, e riguarda solo gli impianti più grandi.
Qui sotto trovi tutto quello che serve per fare la cosa giusta: quando pulire, come farlo senza rovinare i pannelli, quando invece è meglio lasciar perdere e chiamare qualcuno.
Perché i pannelli si sporcano (e quanto ti costa)
Un pannello fotovoltaico è un vetro che sta all'aperto tutto l'anno. Ci si posa sopra di tutto: la polvere della strada, il polline in primavera, la sabbia del Sahara che arriva con certi venti, le foglie, lo smog, gli escrementi degli uccelli.
Lo sporco fa una cosa semplice: fa ombra. Meno luce arriva alle celle, meno corrente producono. Di solito la perdita è di pochi punti percentuali all'anno, e la pioggia fa già una parte del lavoro. Ma ci sono casi in cui sale parecchio:
- vicino a campi arati, cave, cantieri o strade trafficate, dove la polvere è continua;
- vicino ad allevamenti, dove la polvere è grassa e la pioggia non la porta via;
- con gli escrementi degli uccelli: una macchia sola copre qualche cella per intero, e una cella coperta frena tutte le altre collegate con lei;
- con i pannelli poco inclinati, sotto i 10-15 gradi: l'acqua piovana scivola piano, lo sporco si raccoglie sul bordo basso, contro la cornice, e lì resta.
C'è poi un motivo in più per non lasciare una macchia sul vetro troppo a lungo. Una cella in ombra mentre le altre producono si scalda più del resto: è il cosiddetto punto caldo. Un giorno non succede niente; mesi e mesi di macchia nello stesso punto possono rovinare il pannello.
Ogni quanto vanno puliti i pannelli fotovoltaici?
Non esiste una regola uguale per tutti, perché ogni impianto è un caso a sé. Due case nello stesso paese possono avere esigenze diverse: una ha il tetto vicino alla provinciale, l'altra guarda un giardino.
Come riferimento, vale questo:
- in città o in campagna, con pannelli ben inclinati e lontano da fonti di polvere: una pulizia all'anno di solito basta, a volte anche meno;
- in zone agricole, industriali o vicino a strade trafficate: due pulizie all'anno;
- dopo un evento particolare, come una pioggia di sabbia del Sahara, una grandinata o lavori edili accanto a casa: un controllo subito, e se serve una pulizia.
Il momento migliore, se pulisci una volta sola, è la tarda primavera: il polline è passato e arrivano i mesi in cui il sole è più forte e l'impianto produce di più. Un pannello sporco a giugno ti fa perdere più energia di un pannello sporco a dicembre.
Come capire che è ora: guarda l'app, non il tetto
Dal giardino lo sporco non si vede quasi mai. Il modo più affidabile per capire se i pannelli vanno puliti è l'app che ti mostra la produzione del tuo impianto, quella dell'inverter.
Il segnale da cercare è uno: in una giornata di sole pieno l'impianto produce meno di quanto produceva in giornate simili. Per fare il confronto giusto:
- prendi una giornata limpida, senza nuvole, di questo mese;
- confrontala con una giornata limpida dello stesso periodo dell'anno scorso (in inverno il sole è più basso e l'impianto produce meno, quindi il confronto con l'estate non vale);
- se la differenza è sensibile e non ci sono altre spiegazioni, come un albero cresciuto o una nuova costruzione che fa ombra, è molto probabile che i pannelli siano sporchi.
Attenzione a una cosa. Lo sporco fa calare la produzione piano, nel giro di mesi. Se invece la produzione crolla da un giorno all'altro, o l'app segnala un errore, la pulizia non c'entra: può essere un guasto all'inverter, un cavo o un pannello. In quel caso non serve il secchio, serve un tecnico.
Prima di salire sul tetto: la sicurezza viene prima del risparmio
Qui non ci sono vie di mezzo. Se i pannelli sono sul tetto, manca la linea vita e non hai l'imbragatura, non salire. Le cadute dall'alto sono tra gli infortuni domestici più gravi, e nessun kilowattora recuperato vale una gamba rotta, o peggio.
La linea vita è il cavo d'acciaio fissato sul tetto a cui ci si aggancia con l'imbragatura: se scivoli, ti trattiene. Molti tetti non ce l'hanno, oppure ce l'hanno ma senza la manutenzione periodica che la rende sicura.
E c'è un secondo rischio, meno conosciuto: un pannello alla luce produce sempre corrente, anche se spegni l'inverter. Non si toccano mai cavi, connettori e scatole sotto i pannelli, e non si pulisce un pannello con il vetro rotto o crepato: lì l'acqua e la corrente si incontrano.
Se i tuoi pannelli invece sono facili da raggiungere, a terra, su una pensilina bassa o su un tetto piano con il parapetto, la pulizia la puoi fare da te. Ecco come.
Come pulire i pannelli fotovoltaici, passo per passo
Cosa ti serve
- acqua demineralizzata (o osmotizzata): l'acqua del rubinetto, asciugandosi al sole, lascia aloni di calcare che fanno a loro volta ombra;
- una spazzola a setole morbide o un panno in microfibra, meglio se su un'asta telescopica, così lavori da terra;
- un tergivetro di gomma, per togliere l'acqua in eccesso;
- se lo sporco è ostinato, un detergente specifico per pannelli, neutro e senza solventi.
I passaggi
- Scegli l'ora giusta: la mattina presto o la sera, con i pannelli freddi. Bagnare un vetro rovente a mezzogiorno d'estate lo sottopone a uno sbalzo di temperatura, e l'acqua evapora subito lasciando aloni.
- Togli lo sporco grosso a secco: foglie, rametti, terra. Con la spazzola, senza premere.
- Bagna il vetro con l'acqua demineralizzata e lascia ammorbidire lo sporco, soprattutto gli escrementi, per qualche minuto.
- Spazzola con delicatezza, dall'alto verso il basso, insistendo sul bordo basso vicino alla cornice, dove lo sporco si accumula.
- Risciacqua e passa il tergivetro.
- Controlla l'app nei giorni successivi: con il sole pieno dovresti vedere la produzione tornare ai valori di prima.
Gli errori che rovinano i pannelli (e la garanzia)
Il vetro dei pannelli ha uno strato antiriflesso sottilissimo che li aiuta a catturare più luce. Si rovina facilmente, e non si ripara. Per questo:
- niente materiali abrasivi: spugne ruvide, pagliette, polveri, panni duri. Graffiano il vetro, e un vetro graffiato trattiene lo sporco più di prima;
- niente idropulitrice ad alta pressione: il getto forte può infilarsi nelle guarnizioni e danneggiare cornici e sigillature;
- niente detersivi aggressivi, solventi, sgrassatori o alcol: attaccano lo strato antiriflesso e le guarnizioni;
- non camminare sui pannelli e non appoggiarci le ginocchia: il vetro regge la grandine, non il peso concentrato di una persona. Il danno più subdolo sono le microfratture nelle celle, che non si vedono a occhio e fanno calare la produzione per sempre.
Un ultimo consiglio, che vale oro: prima di pulire, leggi il manuale del produttore dei tuoi pannelli. Molti indicano come vanno puliti, e un metodo non ammesso può farti perdere la garanzia, che sui pannelli di qualità dura anche 25 anni.
Il controllo obbligatorio per legge: riguarda il tuo impianto?
A parte la pulizia, c'è un controllo che non è un consiglio ma un obbligo. Riguarda il sistema di protezione di interfaccia: il dispositivo che stacca l'impianto dalla rete elettrica quando la rete ha un problema, per esempio quando manca la corrente e i tecnici del distributore ci stanno lavorando sopra.
La regola, fissata dall'ARERA con la delibera 786/2016, in breve è questa:
- impianti sopra gli 11,08 kW con la protezione di interfaccia esterna, cioè un relè dedicato nel quadro: la protezione va verificata ogni 5 anni da un tecnico abilitato, con uno strumento apposito, e l'esito va inviato al distributore di zona, per esempio e-distribuzione;
- impianti fino a 11,08 kW, cioè quasi tutti quelli delle case: di solito la protezione è integrata nell'inverter, che la controlla da solo, e non c'è niente da mandare al distributore.
I 5 anni partono dalla data in cui l'impianto è entrato in esercizio. Se il tuo impianto supera gli 11,08 kW e non sai quando scade la verifica, la data la trovi nel portale del distributore oppure la chiedi a chi te l'ha installato.
Gli altri controlli che valgono la pena
Non sono obblighi, ma sono quei cinque minuti che allungano la vita dell'impianto:
- guarda l'app una volta al mese: è il controllo più utile di tutti, e non costa niente;
- controlla l'inverter: che non segnali errori e che le sue feritoie non siano coperte da scatoloni o polvere, perché scaldandosi rende meno;
- dopo una grandinata o un temporale forte, dai un'occhiata da terra: un vetro crepato o un pannello spostato vanno segnalati subito, anche per l'assicurazione;
- tieni d'occhio le piante: un albero che cresce fa ombra un po' di più ogni anno, e l'ombra pesa molto più dello sporco;
- se hai la batteria, controlla nell'app che si carichi e si scarichi come al solito.
Quanto costa far pulire i pannelli da un professionista
Il prezzo dipende soprattutto da quanto è facile arrivare ai pannelli, più che da quanti sono. Per dare un ordine di grandezza, i listini che si trovano in rete partono da qualche euro al metro quadro di pannelli: un impianto domestico da 6 kW occupa una trentina di metri quadri.
Il conto sale quando:
- il tetto è alto o ripido e manca la linea vita, perché serve una piattaforma aerea o un cestello;
- lo sporco è incrostato da anni e richiede più passaggi;
- alla pulizia si aggiunge il controllo dell'impianto: inverter, quadro elettrico, cavi, fissaggi.
Il consiglio è chiedere sempre che pulizia e controllo si facciano nella stessa uscita: il costo del viaggio e dell'attrezzatura lo paghi una volta sola.
Le domande che ci fanno più spesso
Ogni quanto vanno puliti i pannelli fotovoltaici?
Non c'è una scadenza fissa. In genere basta una pulizia all'anno, meglio in tarda primavera; due se l'impianto è vicino a campi, cantieri, allevamenti o strade trafficate. Il segnale giusto è la produzione che cala nelle giornate di sole.
La pioggia basta a pulire i pannelli?
Aiuta, ma non basta sempre. Porta via la polvere leggera, non gli escrementi, il polline appiccicoso o la polvere grassa. E sui pannelli poco inclinati lascia lo sporco accumulato sul bordo basso, contro la cornice.
Posso usare acqua e sapone per pulire i pannelli?
Meglio di no. Il sapone per i piatti lascia una patina che trattiene la polvere, e l'acqua del rubinetto lascia aloni di calcare. Usa acqua demineralizzata e, se serve, un detergente specifico per pannelli, neutro e senza solventi.
Posso usare l'idropulitrice?
No, almeno non ad alta pressione. Il getto forte può danneggiare guarnizioni e sigillature e far perdere la garanzia. Il manuale del produttore dei tuoi pannelli dice quali metodi sono ammessi.
Quanto si perde di produzione con i pannelli sporchi?
Di solito pochi punti percentuali all'anno. Nelle zone polverose, con i pannelli poco inclinati o con escrementi di uccelli la perdita può essere molto più alta, perché anche una sola cella coperta frena tutte quelle collegate a lei.
Qual è il momento migliore della giornata per pulire i pannelli?
La mattina presto o la sera, con i pannelli freddi. Di giorno, con il vetro caldo, l'acqua fredda crea uno sbalzo di temperatura ed evapora subito, lasciando aloni.
Il controllo della protezione di interfaccia è obbligatorio per tutti?
No. È obbligatorio ogni 5 anni per gli impianti sopra gli 11,08 kW che hanno la protezione di interfaccia esterna. Negli impianti più piccoli, quasi tutti quelli delle case, la protezione è di solito integrata nell'inverter e non c'è niente da inviare al distributore.
Si può pulire l'impianto da soli?
Sì, se i pannelli sono facili da raggiungere, a terra, su una pensilina bassa o su un tetto piano con il parapetto. Se sono su un tetto senza linea vita e non hai l'imbragatura, no: chiama un professionista.
In due righe
Un impianto fotovoltaico chiede poco: guardare l'app ogni tanto, pulire i pannelli quando la produzione cala, senza abrasivi e senza idropulitrice, e, solo sopra gli 11,08 kW, la verifica obbligatoria ogni 5 anni. Tenuto pulito ed efficiente, produce al massimo per molti anni.
I tuoi pannelli sono sul tetto e non vuoi rischiare? Chiamaci, lo facciamo noi per te: pulizia e controllo dell'impianto nella stessa uscita. E se il fotovoltaico non ce l'hai ancora, sulla pagina del fotovoltaico per la casa trovi come lo progettiamo sui tuoi consumi. Se vuoi capire la differenza fra un buon pannello e uno mediocre, leggi la guida su come riconoscere un pannello di qualità.
Da dove vengono le informazioni di questo articolo
L'obbligo di verifica dei sistemi di protezione di interfaccia è fissato dalla delibera ARERA 786/2016/R/eel del 22 dicembre 2016: riguarda gli impianti oltre 11,08 kW con protezione di interfaccia esterna, con verifica entro 5 anni dalla data di entrata in esercizio e invio degli esiti al distributore. Le modalità sono riassunte nella comunicazione di e-distribuzione sulla delibera e nelle FAQ del CEI sulla norma CEI 0-21.
I consigli su metodi e attrezzi di pulizia sono quelli che i nostri tecnici seguono sugli impianti che installiamo; per il tuo impianto vale sempre il manuale del produttore dei pannelli. Le cifre sui costi di pulizia sono indicative e variano molto in base all'accesso al tetto.
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